Casablanca è spesso presentata come una città senza storia, focalizzata sul suo ruolo di capitale economica del Marocco. Questa reputazione merita di essere sfumata.
Sotto le moderne torri e l'agitazione della più grande metropoli del regno si cela un patrimonio variegato: una città antica scomparsa, una medina ricostruita dopo una catastrofe naturale, un urbanismo coloniale tra i più studiati del Nord Africa e uno dei monumenti religiosi più impressionanti al mondo.
Casablanca nell'Antichità: la città dimenticata di Anfa
La storia di Casablanca inizia molto prima del suo nome attuale.
Sull'ubicazione della città sorgeva Anfa, una città fondata secondo le fonti intorno al VII secolo, su un sito abitato dall'uomo sin dall'epoca paleolitica.
Anfa diventa un porto importante, sotto l'influenza berbera, fenicia e romana a seconda dei periodi. Nell'VIII secolo, è addirittura la capitale del regno berbero dei Barghawata, secondo l'Encyclopédie Universalis.
Nel 1468, la città viene rasa al suolo da un'operazione portoghese comandata dall'infante Ferdinando, fratello del re Alfonso V, in rappresaglia contro le attività di pirateria che vi si svolgevano. Il cronista Léon l'Africain, che visita le rovine all'inizio del XVI secolo, dubita che il sito possa essere nuovamente abitato.
La fortezza portoghese e Casa Branca
I portoghesi tornano a stabilirsi sul sito nel 1515 e vi costruiscono una fortezza che chiamano Casa Branca (« casa bianca »). Attorno a questa fortezza si sviluppa un nuovo nucleo abitativo: è il cuore dell'attuale antica medina di Casablanca.
Indeboliti dagli attacchi delle tribù vicine, i portoghesi finiscono per abbandonare la città, un episodio che diverse fonti collegano al terremoto di Lisbona del 1755, che ha colpito duramente la costa atlantica marocchina.
La rinascita sotto i sultani alaouiti
Alla fine del XVIII secolo, il sultano alaouita Sidi Mohammed Ben Abdallah — lo stesso sovrano fondatore di Essaouira — fa ricostruire le mura e ristrutturare la città. Essa prende allora il nome di Dar el-Beïda, « la casa bianca » in arabo, traduzione diretta del nome portoghese.
Casablanca (deformazione spagnola dello stesso nome) diventa progressivamente un porto commerciale attivo, frequentato da mercanti europei.
Casablanca e il protettorato: la nascita di una capitale economica
Il punto di svolta decisivo nella storia di Casablanca avviene all'inizio del XX secolo.
All'arrivo del maresciallo Lyautey nel 1912, la città conta solo circa 20.000 abitanti. La costruzione di un grande porto artificiale, iniziata già nel 1913, e la firma del trattato del protettorato nello stesso anno trasformano radicalmente il suo destino.
Nel 1914, Lyautey affida all'urbanista Henri Prost la direzione del servizio di Architettura e Piani della città. Prost presenta già nel 1915 il suo primo piano di sviluppo, basato sulla separazione tra la medina tradizionale e una nuova città europea. Questo piano fa di Casablanca un riferimento in materia di urbanismo, secondo l'associazione Casamémoire, specializzata nel patrimonio architettonico del XX secolo in Marocco.
In poche decadi, Casablanca diventa la prima agglomerazione del paese e la sua capitale economica — uno status che conserva oggi come principale metropoli del Nord Africa dopo Il Cairo.
Cosa vedere a Casablanca?
La Moschea Hassan II
Completata nel 1993 dopo sette anni di lavori, la Moschea Hassan II è la più grande moschea del Marocco e una delle più vaste al mondo. Il suo minareto svetta a 210 metri, rendendola l'edificio religioso più alto del mondo.
Costruita in parte sull'oceano Atlantico, la sua sala di preghiera può ospitare circa 25.000 fedeli, e la sua esplanade fino a 80.000 persone aggiuntive. Fa parte delle rare moschee marocchine aperte alla visita per i non musulmani, tramite visite guidate a orari fissi.
L'antica medina di Casablanca
Nata attorno alla fortezza portoghese di Casa Branca nel XVI secolo, l'antica medina di Casablanca è stata ampiamente ricostruita dopo i danni del XVIII secolo. Rimane più modesta e meno turistica rispetto alle grandi medine imperiali del paese.
Diverse costruzioni minacciano oggi di crollare per mancanza di sufficiente manutenzione, rendendo la sua visita ancora più preziosa finché conserva il suo carattere popolare e autentico, tra botteghe tradizionali e la prossimità immediata del porto.
Scoprire l'antica medina di Casablanca
Il quartiere degli Habous
Progettato negli anni '30 sotto l'impulso del piano urbanistico del protettorato, il quartiere degli Habous reinterpreta i codici dell'architettura marocchina tradizionale — archi, vicoli, cortili — all'interno di un urbanismo completamente pianificato, a differenza delle medine nate organicamente nel corso dei secoli.
Souk, librerie e pasticcerie tradizionali ne fanno oggi un luogo di vita oltre che una curiosità architettonica, spesso definito come una « nuova medina ».
Scoprire il quartiere degli Habous
Mahkamat al-Pacha
Costruito tra il 1941 e il 1952 nel quartiere degli Habous, su progetti dell'architetto francese Auguste Cadet, questo antico tribunale del pacha di Casablanca si estende su circa 6.000 m² e conta più di sessanta sale.
La sua costruzione, iniziata in piena Seconda Guerra Mondiale mentre i materiali moderni erano requisiti per lo sforzo bellico, ha mobilitato tecniche tradizionali: pietra di Ben Slimane e di Bouskoura, zellige e piastrelle verdi provenienti da Fès, soffitti di cedro dell'Atlante scolpiti a mano. L'edificio continua ad ospitare servizi amministrativi, il che rende la sua visita interna generalmente condizionata a un accesso accompagnato.
La Sqala
Restaurata nel 1769 sotto il regno del sultano Sidi Mohammed Ben Abdallah, la Sqala è un'antica fortezza difensiva dotata di cannoni, costruita per proteggere il porto di Casablanca dagli attacchi marittimi.
Addossata alle mura dell'antica medina, è oggi riconvertita in spazio di ristorazione e passeggiata, pur mantenendo i suoi spessi muri e l'atmosfera fortificata originale.
La chiesa del Sacro Cuore
Costruita negli anni '30 in uno stile che mescola neogotico e Art déco, la chiesa del Sacro Cuore non è più utilizzata per il culto dalla indipendenza del Marocco ma rimane uno dei monumenti più riconoscibili del periodo coloniale di Casablanca.
Le sue vetrate e la sua silhouette slanciata ne hanno fatto un luogo di riprese e un punto di riferimento visivo molto apprezzato dai fotografi, in particolare al tramonto.
Scoprire la chiesa del Sacro Cuore
La sinagoga Ettedgui
Casablanca ha a lungo ospitato una delle comunità ebraiche più importanti del Marocco, mentre la città si affermava come primo centro economico del paese. La sinagoga Ettedgui, ancora mantenuta e attiva, testimonia questo patrimonio.
Fa parte delle poche sinagoghe ancora in attività nell'antica medina e completa il patrimonio multiconfessionale di Casablanca, accanto alle sue chiese e moschee.
La Villa des Arts
Situata in una elegante villa Art déco degli anni '30, la Villa des Arts di Casablanca è uno dei principali spazi espositivi dedicati all'arte contemporanea marocchina del paese.
Mostre temporanee e collezione permanente dialogano con l'architettura del luogo, simbolo del patrimonio costruito del periodo coloniale riconvertito al servizio della creazione attuale.
Il museo Abderrahman Slaoui
Aperto nel 2014, questo museo presenta la collezione personale del mecenate Abderrahman Slaoui: gioielli tradizionali marocchini, manifesti pubblicitari d'epoca, vetri e oggetti d'arte raccolti nel corso di una vita da collezionista.
Offre uno sguardo singolare sul patrimonio artistico marocchino, lontano dalle grandi collezioni istituzionali, e ripercorre in filigrana la storia visiva e pubblicitaria della città nel XX secolo.
Scoprire il museo Abderrahman Slaoui
La piazza Mohammed V
Costeggiata da edifici amministrativi emblematici dello stile neo-moresco e Art déco degli anni '20-'30 — tra cui la Wilaya e il vecchio Palazzo di Giustizia —, la piazza Mohammed V costituisce il cuore istituzionale storico di Casablanca, ereditato direttamente dal piano urbanistico di Henri Prost.
La sua fontana centrale e la sua architettura coerente la rendono uno dei complessi urbani meglio conservati dell'epoca del protettorato francese in Marocco.
Muoversi a Casablanca
Casablanca dispone di infrastrutture di trasporto tra le più sviluppate del Marocco.
Il tram collega diversi quartieri chiave della città, incluso il centro storico. I piccoli taxi rossi circolano con il tassametro per i percorsi all'interno della città, mentre i grandi taxi servono le tratte più lunghe. Uber è disponibile anche a Casablanca, una peculiarità piuttosto rara nelle altre città marocchine.
La città è servita dal treno ad alta velocità da Tangeri e da un aeroporto internazionale (Mohammed V) che la rende la principale porta d'ingresso aerea del paese.
Casablanca, un patrimonio da riscoprire
Casablanca non si limita alla sua immagine di metropoli moderna e frenetica.
Dall'antica Anfa alla fortezza portoghese, dalla ricostruzione alaouita del XVIII secolo all'eccezionale laboratorio urbano del protettorato, la città ha accumulato strati di storia tanto densi quanto poco conosciuti.
Tra la Moschea Hassan II, monumento contemporaneo già iconico, e l'antica medina che ha attraversato i secoli, Casablanca offre un patrimonio sia antico che decisamente moderno — proprio come la città stessa.
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Il patrimonio marocchino non si riassume in un solo luogo. Palazzi, medersas, musei, siti archeologici e monumenti raccontano ciascuno una parte della sua storia.
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