Meno frequentata di Marrakech o Fès, Meknès possiede tuttavia uno dei complessi storici più importanti del Marocco.
Dietro le sue imponenti mura si trovano una vecchia medina, porte riccamente decorate, palazzi, granai, edifici religiosi e i resti dell'immenso progetto urbano intrapreso dal sultano Moulay Ismaïl alla fine del XVII secolo.
Il valore eccezionale di questo complesso è ufficialmente riconosciuto: la Città storica di Meknès è iscritta nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1996.
L'organizzazione sottolinea in particolare la coesistenza della vecchia medina e della città imperiale, così come il mix di influenze islamiche ed europee nella sua architettura.
Dalle origini almoravidi all'XI secolo
Secondo l'UNESCO, Meknès fu fondata nel 1061 dagli Almoravidi come insediamento militare.
Il suo nome è associato ai Meknassa, una tribù amazigh stabilitasi in questa parte del Marocco molto prima dello sviluppo della città imperiale.
La città si sviluppa nella pianura del Saïss, tra il Medio Atlante e il massiccio del Zerhoun, in una regione fertile e strategica.
A quel tempo, Meknès non possedeva ancora il carattere monumentale che ne avrebbe fatto la fama. La sua crescita prosegue gradualmente sotto le dinastie successive.
L'eredità merinide
Prima del grande periodo alaouita, Meknès conosce un importante sviluppo sotto i Merinidi, che regnarono sul Marocco dal XIII al XV secolo.
La città conserva diversi testimoni di quest'epoca, in particolare la Médersa Bou Inania, situata nella medina.
Questo monumento ricorda che Meknès ha una storia urbana e religiosa ben precedente al regno di Moulay Ismaïl.
I suoi decori in legno intagliato, gesso e zellige testimoniano il raffinatezza dell'architettura merinide e l'importanza attribuita agli istituti di insegnamento religioso nelle grandi città marocchine.
Moulay Ismaïl trasforma Meknès in capitale imperiale
Il regno del sultano Moulay Ismaïl, dal 1672 al 1727, costituisce il periodo decisivo della storia monumentale di Meknès.
L'UNESCO indica che la città diventa capitale e che il sovrano intraprende la costruzione di un'imponente città imperiale circondata da alte mura e porte monumentali.
Moulay Ismaïl non si limita ad ampliare la medina esistente.
Sviluppa accanto ad essa un vasto complesso comprendente palazzi, spazi militari, luoghi di stoccaggio, giardini e edifici necessari al funzionamento della corte e del potere.
Questa giustapposizione tra la vecchia medina e la città imperiale costituisce ancora oggi una delle grandi peculiarità urbanistiche di Meknès.
L'UNESCO considera questo insieme un esempio notevole di capitale maghrebina del XVII secolo, dove si incontrano tradizioni architettoniche islamiche e influenze europee.
Le mura di Meknès
Uno degli elementi più impressionanti della città è il suo sistema di fortificazioni.
Le mura circondano e separano diversi complessi storici. L'UNESCO menziona in particolare nove porte monumentali, così come numerosi palazzi, moschee, hammam, fondouk e granai integrati nel tessuto storico della città.
Queste mura danno ancora oggi un'idea dell'ambizione del progetto concepito sotto Moulay Ismaïl.
Meknès non doveva essere solo una residenza reale: doveva funzionare come una vera capitale politica, militare e amministrativa.
Bab Mansour, simbolo di Meknès
Tra tutte le porte della città, Bab Mansour (il nostro articolo dedicato) è diventato il monumento emblematico di Meknès.
Situata di fronte alla piazza El Hedim (il nostro articolo dedicato), impressiona per le sue proporzioni e la ricchezza del suo decoro.
L'Ufficio Nazionale Marocchino del Turismo la presenta come uno dei grandi capolavori dell'architettura della città.
La sua facciata combina archi monumentali, zellige, iscrizioni ed elementi decorativi caratteristici dell'arte marocchina.
Bab Mansour è oggi uno dei punti di passaggio più fotografati di Meknès e una eccellente introduzione alla città imperiale.
La piazza El Hedim
Di fronte a Bab Mansour si estende la piazza El Hedim, uno dei principali spazi pubblici della vecchia città.
Costituisce una zona di transizione tra la medina e diversi monumenti del settore imperiale.
La piazza è circondata da negozi e rimane molto animata alla fine della giornata.
Nelle vicinanze si trovano in particolare i souk e Dar Jamaï, uno dei palazzi storici meglio conservati di Meknès.
Dar Jamaï: un palazzo diventato Museo nazionale della musica
Dar Jamaï appartiene a un periodo molto più recente rispetto ai grandi monumenti costruiti sotto Moulay Ismaïl.
La Fondazione Nazionale dei Musei indica che il palazzo è stato costruito nel 1882 come residenza privata di Mohamed Ben Larbi Jamaï, gran visir del sultano Moulay Hassan I.
Nel corso del XX secolo, l'edificio ha conosciuto diverse funzioni.
A partire dal 1912, una parte è stata utilizzata come ospedale militare. Nel 1920, è stato destinato all'Ispezione regionale delle Belle Arti e diventa un museo che presenta in particolare collezioni di artigianato marocchino.
Dopo un'importante ristrutturazione, Dar Jamaï riapre nel 2022 con una nuova identità: il Museo Nazionale della Musica.
La Fondazione Nazionale dei Musei presenta qui oltre un centinaio di strumenti che permettono di scoprire la diversità delle tradizioni musicali marocchine.
Informazioni pratiche su Dar Jamaï
Secondo le informazioni pubblicate dalla Fondazione Nazionale dei Musei:
- apertura dalle 10:00 alle 18:00;
- chiusura settimanale il martedì;
- tariffa standard: 30 DH;
- tariffa ridotta: 15 DH;
- pass giornaliero: 50 DH;
- gratuito per i bambini di meno di 6 anni.
Il mausoleo di Moulay Ismaïl
Il mausoleo di Moulay Ismaïl (il nostro articolo dedicato) è uno dei monumenti più importanti di Meknès.
Il sovrano che trasformò la città in capitale imperiale vi è sepolto.
Il complesso si distingue per le sue corti, la sua architettura tradizionale e il suo decoro composto in particolare da zellige, gesso scolpito e legno.
Il monumento possiede anche una forte dimensione religiosa e simbolica.
Permette di comprendere meglio l'importanza di Moulay Ismaïl nella storia di Meknès e più in generale nella storia della dinastia alaouita.
I granai e le antiche scuderie reali
La città imperiale comprende anche importanti strutture di stoccaggio e antiche installazioni legate al funzionamento della corte reale.
I complessi generalmente designati come granai e scuderie di Moulay Ismaïl, noti come Heri es-Souani (il nostro articolo dedicato), testimoniano l'ampiezza logistica della capitale imperiale.
La loro architettura massiccia e i loro vasti spazi ricordano che la città doveva essere in grado di rifornire il palazzo, l'amministrazione e le forze militari.
Queste costruzioni costituiscono oggi uno dei testimoni più impressionanti del progetto urbano ismaíliano.
Il Bacino dell'Agdal (Sahrij Swani)
Nelle immediate vicinanze di Heri es-Souani si trova il bacino dell'Agdal, noto anche come Sahrij Swani, un immenso serbatoio d'acqua a cielo aperto costruito sotto il regno di Moulay Ismaïl.
Un tempo alimentava i giardini reali e le scuderie vicine, nell'ambito del vasto sistema idraulico che ha permesso al sultano di sviluppare la sua capitale nel cuore di una regione semi-arida. Oggi accessibile liberamente, il bacino offre un punto di vista tranquillo sull'ampiezza del progetto urbano ismaíliano.
Dar el-Makhzen
Antica residenza reale di Moulay Ismaïl nel XVII secolo, quando Meknès era la capitale del Marocco, Dar el-Makhzen non è visitabile, ma la sua imponente cinta muraria e i suoi vasti bastioni ocra, visibili dall'esterno, danno la misura dell'ambizione architettonica del sultano.
La passeggiata intorno alle sue mura, tra Bab Mansour e Heri es-Souani, permette di cogliere l'ampiezza del sito senza entrarvi.
La Médersa Bou Inania
Situata nella medina, la Médersa Bou Inania è uno dei principali monumenti ereditati dal periodo merinide.
Permette di osservare un altro volto di Meknès, molto diverso da quello della città imperiale del XVII secolo.
La sua architettura si basa su un decoro tradizionale che combina zellige, legno intagliato e gesso lavorato.
La visita consente anche di comprendere l'importanza delle médersas nell'insegnamento religioso e intellettuale delle città marocchine medievali.
La medina di Meknès
Accanto alla città imperiale, la medina conserva un tessuto urbano più antico fatto di vicoli, case tradizionali, moschee, hammam, souk e antichi fondouk.
Questa coesistenza tra diversi complessi storici contribuisce direttamente al valore patrimoniale della città.
Nel 1996, il Comitato del patrimonio mondiale ha considerato Meknès come una rappresentazione particolarmente completa del tessuto urbano e dei monumenti di una capitale maghrebina del XVII secolo.
La città storica di Meknès fa così parte dei siti marocchini iscritti al patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Volubilis: un sito principale vicino a Meknès
Una visita a Meknès può facilmente essere associata a quella di Volubilis.
Si tratta tuttavia di un sito archeologico distinto dalla città storica di Meknès.
Volubilis conserva importanti resti dell'epoca antica, tra cui case, mosaici, un capitolio, una basilica e un arco monumentale.
Il sito possiede la propria iscrizione al patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1997.
La visita a Volubilis consente di collocare la regione di Meknès in una storia molto più antica risalente all'Antichità.
Moulay Idriss Zerhoun
Nelle vicinanze di Volubilis si trova anche Moulay Idriss Zerhoun.
La città è strettamente associata a Moulay Idriss I, figura fondatrice della prima dinastia idrisside del Marocco.
Costruita sulle pendici del massiccio del Zerhoun, costituisce una tappa interessante in un itinerario che combina Meknès e Volubilis.
La sua importanza storica e religiosa completa perfettamente la scoperta del patrimonio regionale.
Quanto tempo prevedere per visitare Meknès?
Una giornata intera permette già di scoprire diversi siti essenziali: Bab Mansour, la piazza El Hedim, la medina, Dar Jamaï e una parte della città imperiale.
Due giorni offrono una visita molto più confortevole e consentono di aggiungere diversi monumenti senza fretta.
Per integrare Volubilis e Moulay Idriss Zerhoun, è preferibile prevedere una giornata aggiuntiva o dedicare gran parte del secondo giorno ai dintorni.
Come arrivare a Meknès?
Meknès beneficia di una posizione centrale nel nord del Marocco.
La città è collegata in treno e su strada a diverse grandi destinazioni del paese.
Si trova infatti a circa 60 chilometri da Fès, il che consente di combinare facilmente le due antiche città imperiali in un unico viaggio.
L'Ufficio Nazionale Marocchino del Turismo indica un tragitto stradale di circa un'ora tra Fès e Meknès a seconda dell'itinerario e delle condizioni di traffico.
Da Rabat o Casablanca, Meknès è anche direttamente accessibile in treno.
Consigli pratici per visitare Meknès
Il centro storico si scopre facilmente a piedi, in particolare attorno a Bab Mansour, alla piazza El Hedim e alla medina.
I monumenti della città imperiale sono più dispersivi. Prevedere diverse ore consente di scoprirli senza trasformare la visita in una semplice successione di fermate.
Si raccomandano scarpe comode per percorrere la medina e i settori storici.
In estate, è generalmente più piacevole iniziare le visite al mattino o continuare nel tardo pomeriggio.
Infine, prendersi il tempo per visitare Dar Jamaï o la Médersa Bou Inania consente di scoprire periodi diversi della storia locale e di evitare di riassumere Meknès al solo regno di Moulay Ismaïl.
Meknès, molto più di una vecchia capitale imperiale
Meknès occupa un posto particolare tra le grandi città storiche del Marocco.
Fondata come insediamento militare nell'XI secolo, sviluppata sotto diverse dinastie e poi profondamente trasformata da Moulay Ismaïl tra il 1672 e il 1727, conserva oggi un eccezionale insieme urbano.
Le sue mura, le sue porte monumentali, i suoi palazzi, la sua medina e le sue antiche infrastrutture imperiali permettono di comprendere le ambizioni politiche e architettoniche di una grande capitale marocchina.
Ma Meknès non si riassume a questo solo periodo.
L'eredità merinide, i palazzi del XIX secolo e la vicinanza a Volubilis e Moulay Idriss Zerhoun conferiscono alla regione una profondità storica notevole.
Visitare Meknès significa percorrere diversi secoli di storia marocchina in una città ancora troppo spesso oscurata da Fès e Marrakech.
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Il patrimonio marocchino non si riassume a un solo luogo. Palazzi, médersas, musei, siti archeologici e monumenti raccontano ognuno una parte della sua storia.
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