Piazza El Hedim a Meknès: storia della grande piazza della città imperiale
Nel cuore della città storica di Meknès, di fronte alla monumentale Bab Mansour, si estende uno degli spazi pubblici più emblematici della città: Piazza El Hedim, conosciuta anche come Lahdim o El Hédim.
Oggi animata da abitanti, visitatori, negozi e caffè, la piazza è soprattutto strettamente legata alla profonda trasformazione di Meknès intrapresa alla fine del XVII secolo dal sultano Moulay Ismail.
La sua storia è direttamente collegata a quella della Città Imperiale di Meknès.
Quando Moulay Ismail scelse Meknès come capitale, avviò un immenso programma di costruzione che comprendeva palazzi, mura, porte monumentali, granai, scuderie, giardini e infrastrutture idrauliche.
Piazza El Hedim divenne così uno spazio strategico tra l'antica medina e la nuova città imperiale.
Per comprendere Meknès, è quindi essenziale comprendere El Hedim.
Meknès prima di Moulay Ismail
La storia di Meknès è molto più antica del suo periodo imperiale.
Secondo l'UNESCO, la città fu fondata nell'XI secolo dagli Almoravidi come insediamento militare.
Il suo nome è legato ai Meknassa, un'importante tribù amazigh stabilita in questa parte del Marocco.
Nel corso dei secoli, Meknès si sviluppò sotto diverse dinastie.
Il periodo merinide lasciò diversi monumenti importanti, tra cui la Madrasa Bou Inania di Meknès.
Ma la trasformazione più spettacolare della città iniziò nella seconda metà del XVII secolo.
Moulay Ismail trasforma Meknès in una capitale imperiale
Nel 1672, Moulay Ismail salì al trono.
Il suo regno, che durò fino al 1727, rappresenta un periodo decisivo nella storia di Meknès.
Il sultano scelse la città come capitale e iniziò a creare un immenso complesso reale.
L'UNESCO descrive oggi Meknès come la prima grande realizzazione architettonica della dinastia alawita.
Una nuova città accanto all'antica medina
Moulay Ismail non si limitò a costruire alcuni palazzi.
Sviluppò una vera e propria città imperiale accanto alla medina esistente.
Furono innalzate alte mura.
Porte monumentali controllavano l'accesso ai diversi settori.
Dietro queste fortificazioni furono costruiti palazzi, giardini, granai, scuderie e grandi strutture destinate alla corte e all'esercito.
Piazza El Hedim nacque nel contesto di questa profonda trasformazione urbana.
Perché si chiama El Hedim?
Il nome El Hedim, scritto anche Lahdim o El Hédim, è generalmente associato a una parola araba che richiama la demolizione o le macerie.
Questa denominazione è legata alle trasformazioni realizzate durante la costruzione della nuova città imperiale.
Alcuni edifici furono demoliti e diversi spazi furono liberati per consentire la realizzazione del nuovo complesso reale.
La grande piazza creata vicino alla medina conservò nel proprio nome il ricordo di queste trasformazioni.
Una piazza tra due città
Uno degli aspetti più interessanti di El Hedim è la sua posizione.
Da un lato si trova l'antica medina di Meknès.
Dall'altro si estendeva la gigantesca città reale sviluppata da Moulay Ismail.
La piazza costituiva quindi una zona di transizione tra due diversi insiemi urbani.
La medina
La medina concentrava gran parte delle attività commerciali, artigianali, religiose e residenziali della città.
Le sue strade ospitavano souk, moschee, funduq, botteghe e abitazioni.
Ancora oggi vi sono conservati numerosi monumenti storici.
La città imperiale
Di fronte a questo antico tessuto urbano, Moulay Ismail sviluppò un complesso reale di dimensioni completamente diverse.
Palazzi, cortili, giardini, riserve alimentari, scuderie e fortificazioni formavano un insieme destinato ad affermare il potere del sovrano.
El Hedim si trovava precisamente nel punto d'incontro tra questi due mondi.
Bab Mansour: la facciata monumentale di El Hedim
È impossibile parlare di Piazza El Hedim senza citare Bab Mansour Laalej.
La porta domina uno dei lati della piazza e costituisce oggi uno dei monumenti più celebri di Meknès.
Segnava uno dei principali ingressi monumentali alla città imperiale.
Una porta iniziata sotto Moulay Ismail
Bab Mansour faceva parte del grande programma architettonico intrapreso durante il regno di Moulay Ismail.
La sua costruzione iniziò durante il suo regno.
Il sultano morì tuttavia nel 1727 prima che la porta fosse completata.
Fu terminata sotto suo figlio, il sultano Moulay Abdallah, nel 1732.
Un'architettura monumentale
Bab Mansour è notevole sia per le sue proporzioni sia per la ricchezza della decorazione.
La sua apertura centrale raggiunge circa 8 metri di altezza.
La facciata combina in particolare:
- composizioni geometriche
- mosaici di zellige policromo
- motivi vegetali
- una grande iscrizione calligrafica
- colonne di marmo
- capitelli di ispirazione classica
L'insieme testimonia la raffinatezza dell'architettura monumentale sviluppata a Meknès sotto i primi sovrani alawiti.
Bab Mansour e l'architettura di Meknès
La monumentalità di Bab Mansour non deve essere considerata isolatamente.
La porta appartiene a un programma urbano molto più vasto.
L'UNESCO sottolinea che la città imperiale di Meknès presenta una notevole combinazione di elementi derivati dall'architettura e dall'urbanistica islamica ed europea.
L'incontro tra diverse tradizioni architettoniche costituisce una delle ragioni dell'eccezionale valore patrimoniale di Meknès.
Le alte mura, le porte monumentali e l'immenso complesso palaziale conferiscono alla città un carattere diverso rispetto alle altre antiche capitali marocchine.
El Hedim e il palazzo imperiale
Bab Mansour segnava l'ingresso cerimoniale al complesso palaziale di Moulay Ismail.
Dietro le mura si estendeva una vera e propria città reale.
Il palazzo non era costituito da un unico edificio.
Si trattava di un immenso complesso formato da diverse residenze, cortili, giardini e infrastrutture.
Questa organizzazione spiega perché oggi i monumenti della città imperiale siano distribuiti su un territorio particolarmente vasto.
Heri es-Souani: le riserve della città imperiale
Tra i monumenti associati alla città imperiale si trovano gli edifici generalmente conosciuti come Heri es-Souani.
Queste vaste strutture ricordano l'importanza della logistica necessaria al funzionamento della capitale di Moulay Ismail.
Il complesso reale doveva rifornire una corte numerosa, i soldati e gli animali delle scuderie.
Grandi spazi di stoccaggio furono quindi integrati nel sistema palaziale.
Visitare El Hedim e poi Heri es-Souani permette di passare dalla facciata cerimoniale della città imperiale alle infrastrutture necessarie al suo funzionamento.
Le grandi scuderie di Moulay Ismail
La città imperiale di Meknès era nota anche per le sue vaste strutture equestri.
Il cavallo occupava un ruolo centrale sia nell'organizzazione militare sia nella rappresentazione simbolica del potere.
Le strutture legate alle scuderie testimoniano la considerevole scala del progetto voluto da Moulay Ismail.
L'UNESCO cita esplicitamente le grandi scuderie, i granai e le cisterne tra gli elementi caratteristici della città imperiale.
Il bacino dell'Agdal
Il vasto bacino dell'Agdal fa anch'esso parte del paesaggio monumentale sviluppato intorno al complesso reale.
Queste grandi infrastrutture idrauliche ricordano che una capitale imperiale necessitava di importanti risorse idriche.
A Meknès, architettura monumentale e ingegneria idraulica facevano parte dello stesso progetto urbano.
Il Mausoleo di Moulay Ismail
Vicino alla città imperiale si trova anche il Mausoleo di Moulay Ismail.
Il monumento conserva la memoria del sovrano che trasformò profondamente Meknès.
Moulay Ismail regnò per più di mezzo secolo, dal 1672 al 1727.
Il suo progetto architettonico modificò in modo duraturo l'organizzazione della città.
Ancora oggi, gran parte dell'identità patrimoniale di Meknès è direttamente collegata al suo regno.
La Madrasa Bou Inania di Meknès
Per comprendere la storia di Meknès prima di Moulay Ismail, è importante scoprire anche la Madrasa Bou Inania.
A differenza della città imperiale alawita, questa madrasa appartiene al periodo merinide.
Ricorda che Meknès possedeva già un'importante storia urbana, religiosa e intellettuale prima di diventare capitale imperiale.
Esiste anche una Madrasa Bou Inania a Fès.
I due monumenti non devono essere confusi.
Entrambi testimoniano tuttavia l'importanza attribuita all'insegnamento religioso e all'architettura durante il periodo merinide.
Dar Jamaï: un palazzo trasformato in museo
Non lontano da El Hedim si trova Dar Jamaï, un palazzo costruito nel XIX secolo.
La sua architettura appartiene quindi a un'epoca molto successiva rispetto a quella di Moulay Ismail.
L'edificio permette di scoprire un altro periodo dell'architettura residenziale marocchina.
Oggi legato alla presentazione del patrimonio musicale marocchino, Dar Jamaï completa particolarmente bene una visita storica della piazza e della medina.
Una piazza legata al commercio
El Hedim non era legata esclusivamente al potere imperiale.
La sua vicinanza alla medina la rendeva anche uno spazio direttamente connesso alle attività commerciali.
Le porte delle città marocchine costituivano spesso zone strategiche per gli scambi.
Mercanti, artigiani, viaggiatori e abitanti attraversavano quotidianamente questi spazi.
I funduq della città accoglievano in particolare i commercianti e le loro merci.
L'UNESCO sottolinea ancora oggi la presenza a Meknès di resti di funduq, testimonianza dell'antico tessuto socioeconomico della città.
El Hedim oggi
La funzione della piazza si è evoluta, ma El Hedim rimane un importante spazio pubblico di Meknès.
Durante il giorno costituisce un punto di passaggio naturale tra i souk, la medina e i monumenti della città imperiale.
La sera, l'atmosfera cambia.
La piazza diventa un luogo di passeggio e d'incontro per abitanti e visitatori.
Questa continuità è importante.
El Hedim non è semplicemente uno scenario storico.
Rimane uno spazio vivo nel cuore di Meknès.
El Hedim e Jemaa el-Fna: due piazze con storie diverse
Piazza El Hedim viene talvolta paragonata a Jemaa el-Fna a Marrakech per il suo ruolo di grande spazio pubblico storico.
Il paragone può aiutare a comprenderne l'importanza urbana, ma le due piazze hanno storie differenti.
Jemaa el-Fna si è sviluppata nel cuore di Marrakech ed è da secoli un importante spazio commerciale e culturale.
El Hedim è profondamente legata alla trasformazione imperiale di Meknès sotto Moulay Ismail.
Il suo rapporto con Bab Mansour e la città reale costituisce quindi una delle sue principali caratteristiche storiche.
Meknès e il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO
La Città Storica di Meknès è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 1996.
L'UNESCO considera Meknès un esempio particolarmente completo di capitale del Maghreb del XVII secolo.
La città si distingue in particolare per:
- le sue imponenti mura
- le porte monumentali
- la medina storica
- la città imperiale
- i palazzi
- i granai
- le scuderie
- le moschee
- le madrase
- gli antichi funduq
Il valore di Meknès risiede anche nella coesistenza tra l'antica medina e la città imperiale creata da Moulay Ismail.
Piazza El Hedim si trova precisamente nel punto di collegamento tra questi due complessi urbani.
Da Meknès a Volubilis
Una visita a Meknès può essere facilmente completata con la scoperta di Volubilis, situata a nord della città.
Il sito archeologico conserva i resti di una delle principali città antiche del Marocco.
Templi, case, mosaici, un arco monumentale ed edifici pubblici permettono di scoprire un periodo molto diverso della storia della regione.
Combinare Meknès e Volubilis consente quindi di attraversare diversi secoli di storia all'interno dello stesso viaggio.
Moulay Idriss Zerhoun
Vicino a Volubilis si trova anche Moulay Idriss Zerhoun.
La città è strettamente legata alla memoria di Moulay Idriss I e alle origini della dinastia idriside.
Un itinerario che combina Meknès, Volubilis e Moulay Idriss Zerhoun permette quindi di scoprire tre periodi molto diversi della storia del Marocco:
- l'Antichità a Volubilis
- gli inizi della storia idriside a Moulay Idriss Zerhoun
- la capitale imperiale alawita a Meknès
Da Meknès a Fès
Meknès si combina naturalmente anche con una visita a Fès.
Entrambe sono antiche capitali imperiali, ma il loro patrimonio racconta storie differenti.
A Fès, monumenti come Al Quaraouiyine, la Madrasa Al-Attarine, la Madrasa Bou Inania, il Museo Nejjarine e le Concerie Chouara testimoniano in particolare il ruolo intellettuale, religioso e artigianale della città.
A Meknès, la monumentalità della città imperiale di Moulay Ismail domina maggiormente il paesaggio storico.
Scoprire entrambe le destinazioni permette quindi di comprendere meglio la diversità delle città imperiali marocchine.
Cosa visitare intorno a Piazza El Hedim?
La piazza costituisce un eccellente punto di partenza per scoprire Meknès a piedi.
Bab Mansour
Iniziate osservando Bab Mansour, direttamente di fronte alla piazza.
Prendetevi il tempo di osservare le decorazioni, gli zellige, i motivi geometrici e le iscrizioni.
La medina di Meknès
Da El Hedim, proseguite nelle strade della medina.
Souk, botteghe, moschee e antiche abitazioni permettono di scoprire il tessuto urbano storico della città.
Madrasa Bou Inania
La Madrasa Bou Inania di Meknès permette di risalire al periodo merinide e di scoprire un altro capitolo della storia della città.
Dar Jamaï
Dar Jamaï permette di esplorare l'architettura palaziale marocchina del XIX secolo e costituisce una tappa naturale nei dintorni di El Hedim.
Mausoleo di Moulay Ismail
Proseguite verso il Mausoleo di Moulay Ismail per approfondire la storia del sovrano che fece di Meknès la sua capitale.
Heri es-Souani
Concludete la scoperta della città imperiale con i grandi edifici associati a Heri es-Souani e alle infrastrutture sviluppate sotto Moulay Ismail.
Un itinerario per comprendere Meknès
El Hedim non dovrebbe essere visitata come una semplice piazza.
Costituisce un'eccellente introduzione alla storia di Meknès.
El Hedim permette di comprendere la trasformazione urbana della città.
Bab Mansour rappresenta la monumentalità del potere imperiale.
La Madrasa Bou Inania ricorda l'eredità merinide.
Il Mausoleo di Moulay Ismail racconta la storia del sovrano che trasformò Meknès.
Heri es-Souani rivela le immense infrastrutture necessarie al funzionamento della città imperiale.
Dar Jamaï testimonia un periodo più recente dell'architettura palaziale marocchina.
Insieme, questi monumenti formano un percorso attraverso diversi secoli della storia di Meknès.
Perché visitare Piazza El Hedim?
Perché permette di comprendere la città ancora prima di entrare nei suoi monumenti.
Da un lato si trovano le strade dell'antica medina.
Dall'altro, Bab Mansour e l'antica città imperiale.
Tra i due si estende una vasta piazza nata dalle trasformazioni intraprese quando Moulay Ismail decise di fare di Meknès la sua capitale.
Questa posizione rende El Hedim molto più di un semplice luogo di passaggio.
È uno dei luoghi migliori per comprendere l'incontro tra la medina storica e la Meknès imperiale.
Piazza El Hedim: il cuore storico di Meknès
Da oltre tre secoli, l'ambiente di El Hedim accompagna le trasformazioni di Meknès.
La capitale di Moulay Ismail non esercita più il ruolo politico che possedeva nel XVII secolo.
Ma le sue mura, le porte e i monumenti sono ancora presenti.
Di fronte alla piazza, Bab Mansour rimane il simbolo più spettacolare di questa ambizione imperiale.
Dietro di essa si estendeva un tempo l'immenso complesso reale.
Sul lato opposto inizia la medina con il suo antico tessuto urbano.
Pochi luoghi permettono di leggere con tanta chiarezza la storia di Meknès attraverso lo spazio urbano.
El Hedim non è quindi soltanto la grande piazza di Meknès: è uno dei punti d'incontro tra i diversi capitoli della storia della città.
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